Una bevanda salutare: informazioni utili sul mondo del caffè

a cura di Fitness Caffè® brevettato alle erbe

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Tasting
Production Importers Caffeine acid reflux

Healthy herbs in coffee

Una miscela unica al mondo

Alla GVM Fitness Caffè amiamo tanto il caffè ed il mondo che gli ruota intorno, così abbiamo qui raccolto delle notizie utili alla nostra salute e delle brevi note divulgative per consentire al largo pubblico di conoscere meglio questa bevanda unica. Pensiamo infatti che si debba fare ancora molto per diffondere una cultura più profonda sulla "nera bevanda salutare" ed in particolare sull'Espresso all'italiana, prezioso ambasciatore del made in Italy nel mondo. Nel Fitness Caffè®, con vere erbe officinali rinomate per i loro effetti benefici, le proprietà del caffè diventano ancor più salutari ed utili per stare in una migliore forma fisica e mentale (fitness). Dedichiamo questa innovazione brevettata a tutti gli amanti del caffè e della forma fisica e psichica.

Fitness Caffè® ragazza sulla spiaggia

Una forma smagliante

Il sostanziale contenuto fra gli altri di composti fenolici biodisponibili -la cui elevata attività antiossidante è in grado di inibire l’ossidazione delle Ldl (Lipoproteine a bassa densità definite Colesterolo cattivo) e l’aggregazione piastrinica (entrambi fattori determinanti nell’insorgenza della cardiopatia ischemica)- fanno del Fitness Caffè® una salutare abitudine all'interno di una dieta mediterranea bilanciata e di una moderata attività fisica. Un recente studio scientifico svedese inoltre ha dimostrato che nel nostro Fitness Caffè c'è il 300% in più di antiossidanti rispetto al già tè verde che già ne contiene come si sa quantità elevate.

Quanto caffè consumiamo: Italia leader mondiale per il caffè Espresso

L’Italia importa ogni anno circa 330.000 tonnellate di caffè verde da 3 Continenti. Ogni italiano consuma in media 5 kg di caffè annuo. Il 70% del consumo italiano avviene in casa e il restante 30% nei locali pubblici (25%) e nei luoghi di lavoro (5%). Solo nei bar si ordinano ogni anno circa 14 miliardi di tazzine di Espresso

Il caffè è secondo solo al petrolio come volume mondiale di scambi. Il caffè italiano è sempre più apprezzato nel mondo. Solo in Italia beviamo 70 milioni di tazzine al giorno. Con un trend sempre più positivo l’Italia è giunta al secondo posto fra i Paesi esportatori di caffè torrefatto. L’Espresso ha reso il caffè "all'italiana" famoso in tutto il mondo: questo inimitabile metodo di estrazione, un esperto barista e la sapiente miscela di erbe e caffè di qualità con cui è fatto il Fitness Caffè® permettono di ottenere una bevanda più benefica ed aromatica del normale Espresso all'italiana. Tuttavia anche con altri metodi come la moka, la french press, il filtro oro o carta, la turca, ecc sarà sempre una deliziosa e più salutare nuova abitudine.

Breve storia del caffè

Caffè è un nome arabo che deriva da Kaffa, una regione dell’Etiopia in cui fu scoperta la varietà di Coffea spontanea originale. La prima coltura di caffè di cui si ha notizia fu impiantata nello Yemen intorno al 1200. In seguito l’uso della bevanda si diffuse velocemente dall’oriente ai paesi occidentali, anche se gli arabi per lungo tempo mantennero il monopolio della coltivazione, permettendo l’esportazione del solo caffè tostato. Il pellegrino indiano Baba Budan ai primi del 1600 fu il primo che riuscì a sottrarre alcuni preziosi semi: li portò a Chickmagalur nell’India meridionale, dove li piantò proprio sulle colline conosciute ancora oggi col nome di Bababudangiri Hills. Pochi anni dopo nel 1615 anche il mercante olandese Pieter van der Broecke trafugò alcune piante dal porto yemenita di Moka per trasportarle al giardino botanico di Amsterdam. I veneziani iniziarono il commercio dai primi anni del 1600, avendo constatato il largo uso di caffè che si faceva in Oriente. La prima Bottega del Caffè d’Europa venne aperta a Venezia nel 1645 alle Procure Vecchie. Nel 1655 gli olandesi piantarono il caffè nelle loro colonie a Ceylon e nell’arcipelago indonesiano. Nel 1715 inizio la coltivazione nelle Antille francesi.

Conosciamo meglio il caffè

La "nera bevanda" più amata al mondo si ottiene da una pianta appartente alla famiglia delle Rubiacee e al genere Coffea che comprende numerose specie.
Solo le specie ARABICA e ROBUSTA hanno importanza economica e vengono coltivate nei principali Paesi produttori di caffè. COFFEA ARABICA: qualitativamente è tra i migliori caffè e rappresenta circa il 70% della produzione mondiale. I chicchi sono piccoli, di forma allungata ed appiattita, di un bel colore verde tendente al blu. Al contrario della Canephora, più resistente alle malattie, l’Arabica è una pianta fragile che cresce solo in altitudine. Queste caratteristiche sono alla base della sua superiorità qualitativa: maggiore è l’altitudine, più lentamente maturano i frutti e tanto più la bevanda è ricca di composti aromatici e di tenore di caffeina meno elevato di quello delle Robusta (1,1 – 1,7%). COFFEA CANEPHORA O ROBUSTA: la Robusta è una varietà della Coffea canephora, ma la definizione "robusta" è entrata nell'uso comune per indicare le varietà di caffè differenti dall’Arabica. I chicchi sono tondi dal taglio centrale irregolare: il colore è verdastro/paglierino. Consente rendimenti quantitativamente maggiori e qualità leggermente inferiori all’Arabica, rispetto alla quale ha una crescita più rapida ed un contenuto di caffeina più elevato (2 - 4,5%). La qualità Robusta rappresenta circa un quarto della produzione mondiale e la produzione è concentrata soprattutto nel continente africano.
Dai frutti maturi si prepara il caffè verde con una serie di procedimenti per separare i chicchi dal frutto che li avvolge ed essiccarli per consentirne la conservazione e la successiva tostatura. Esistono due metodi per la preparazione del caffè crudo: per via secca, per via umida. Il caffè ottenuto per via secca è denominato caffè naturale, mentre quello ottenuto per via umida è denominato caffè lavato. Gli effetti stimolanti della caffeina – il principale alcaloide presente nel caffè – sono conosciuti da molto tempo ed è stato accertato che la sostanza non è pericolosa per la salute, a meno che non sia assunta a dosi molto elevate. Al contrario, la scienza medica non ha mai messo in discussione il valore terapeutico della caffeina, a cui studi recenti hanno riconosciuto un importante apporto per il benessere dei suoi fedeli consumatori (per ulteriori dettagli vedi le nostre: notizie scientifiche .
La qualità Robusta contiene una maggiore percentuale di caffeina rispetto all’Arabica (2-4,5 % contro 1,1-1,7%). Nel Fitness Caffè® utilizziamo una miscela con la massima percentuale di Arabica ed una piccola percentuale di Robusta (necessaria per dare più tono): il contenuto di caffeina quindi è ideale per esaltare le proprietà benefiche ed il gusto/aroma della bevanda è realmente unico e coinvolgente. Il miglior metodo per preparare il Fitness Caffè è l’espresso all'italiana, è questo infatti il metodo di estrazione che produce caffè a più basso contenuto di caffeina, in quanto la poca quantità d’acqua utilizzata per la preparazione passa rapidamente attraverso la miscela, liberando una bassa quantità della sostanza ma anche tutto il bouquet armonico ed aromatico delle 16 erbe e spezie.

I migliori "cru"

Le migliori Coffea Arabica possono non essere oggetto di miscelazione dando luogo alle cosidette "singole origini". Riportiamo qui solo alcune delle varietà più pregiate:

• Giamaica Blue Mountain: a parte la follia dell'indonesiano Kapi Luwak escreto da una scimmietta, il Jamaica è considerato il cru top, molto dolce ed aromatico, piacevolmente acido e dal sentore di cioccolato, il più costoso.

• Hawaii Kona: uno dei più rari e tra i migliori grandi cru coltivati ad Hawaii, molto dolce e aromatico, leggermente acido e pepato.

• Costa Rica Tarrazu, Tres Rios: qui si fondono un ottimo corpo ed un armonico aroma, sono caffè acidi e piuttosto forti nelle loro essenza.

• Guatemala: dalle regioni di Antigua e Coban provengono magnifici cru completi, speziati o fruttati o al sapore di cacao, acidi e spesso forti

• Kenya AA: il cru più fruttato e acido che esista, da degustare puro per un caffè intenso, diverso, alternativo

• Etiopia Limu: uno dei tre straordinari Moka lavato d’Etiopia, il caffè col più basso contenuto di caffeina al mondo, insieme dolce e ricco in aroma.

• Etiopia Sidamo: un ottimo Moka lavato d’Etiopia con chicchi piccoli, dolce, soave, dall’aroma floreale, lievemente acido. molto povero in caffeina.

• Sigri Nuova Guinea: uno dei migliori caffè al mondo, nato dalle piante di Blue Mountain, dà una bevanda completa, ricca in corpo e in aroma, dolce, dall'acidità equilibrata e dal sentore di cioccolato.

• Colombia Medellin Supremo: la migliore denominazione dalla Colombia da cui si può ottenere un caffè soave, dolce e profumato.

Notizie su FITNESS, SALUTE, ERBE e CAFFE'

Un'autorevole studio rivaluta gli effetti benefici del caffè sulla salute

A volte una informazione poco precisa ed esaustiva ha espresso dubbi nei confronti dell'amata tazzina di caffè. L'autorevole pubblicazione "Caffe e Salute" (prodotta da Inran, Cosic e Istituto Mario Negri) esprime che il caffè di qualità può aiutarci a stare in forma e prevenire molte patologie: protegge dalla cirrosi alcolica o virale e dal cancro rettale; svolge importanti funzioni nel processo digestivo tra cui la stimolazione dei succhi gastrici; aiuta lo svuotamento della bile; ha influenza sugli ormoni gastroenterici proteggendo la cellula epatica e la funzionalità del colon; è un buon antiossidante; previene l'aumento del colesterolo LDL svolgendo una funzione antiaggregante e diminuendo il rischio di patologie cardiovascolari. E' importante non superare l'assunzione giornaliera di 3 tazzine al giorno per avere i miglior effetti benefici

Il caffè protegge dai danni dell'alcol

Sulle pagine degli Archives of Internal Medicine, sono stati pubblicati i risultati di una nuova ricerca che mette in relazione gli effetti "benefici" del caffè sulle persone che abitualmente bevono alcolici.

Durante uno studio, coordinato da Arthur Klatsky del kaiser permanente Medical Care Program (Hawaii), sono stati seguiti per 20 anni circa 126.000 volontari, i dati raccolti hanno confermando quanto già evidenziato da altre ricerche di durata inferiore e da molteplici studi che avevano effettuato una revisione di numerosi dati sull'argomento.

I ricercatori hanno riscontrato che i volontari che consumavano una tazzina di caffè al giorno, presentavano una riduzione del rischio di cirrosi intorno al 22%, nei casi in cui le tazzine consumate in un giorno erano due - tre, si registrava un'ulteriore riduzione delle possibilità di cirrosi (-40%), nei casi in cui le tazzine consumate erano invece quattro il rischio si riduceva addirittura dell'80 per cento.

Durante lo studio condotto da Arthur Klatsky, è stato esaminato anche l'effetto del tè, un'altra bevanda ricca di caffeina. In base ai dati raccolti, i ricercatori ritengono che non sia la caffeina a proteggere il fegato dagli effetti dell'alcol, questo perché il tè non ha mostrato la stessa capacità protettiva. In precedenza si pensava che la chiave di tutto risiedesse nella caffeina, dopo alcune ricerche italiane però si è iniziati a dubitare e questi nuovi dati sembrano sfatare definitivamente le doti date un tempo alla caffeina.

Per il momento, non si sa ancora esattamente quale sia la sostanza che svolga quest'azione protettiva anche se si suppone che i responsabili siano i diterpeni, particolari anti-ossidanti. Di sicuro la bevanda nera sarà al centro di ulteriori studi per cercare di comprenderne il segreto.

La caffeina protegge il fegato

Da uno studio condotto presso il National Institute of Diabetics and Digestive and Kidney Diseases risulta che l'assunzione quotidiana di forti dosi di caffeina può fornire protezione contro le malattie del fegato. La deduzione, priva al momento di una spiegazione scientifica, si basa sull'osservazione di una popolazione fortemente a rischio di disturbi epatici, per alcolismo, obesità ecc., all'interno della quale gli accaniti consumatori di caffè risultano significativamente più sani degli altri. Si attendono ulteriori ricerche per spiegare questo dato empirico.

Il caffè riduce il rischio di diabete tipo 2

Un recente studio ha evidenziato che il caffè, e altre bevande a base di caffeina, possono proteggere dallo sviluppo di diabete tipo 2. I dati dello studio, condotto su 42000 uomini e 84000 donne, avrebbero confermato che assumere caffè da un minimo di una a un massimo di sei o più tazzine al giorno riduce il rischio di diabete tipo 2 negli uomini dal 7 al 54% e nelle donne dall'1 al 29%. Oltre alla caffeina, ritenuta antagonista del corretto metabolismo degli zuccheri, il caffè contiene altre sostanze vantaggiose in tal senso, in particolare magnesio e antiossidanti.

Il caffè migliora la fertilità maschile

Lo scorso ottobre, in occasione della conferenza dell'American Society for Reproductive Medicine, un team di ricercatori brasiliani ha presentato i risultati di una ricerca condotta sui possibili effetti del caffè sulla fertilità maschile. I dati dimostrerebbero che un paio di caffè al giorno aumentano la motilità degli spermatozoi influendo notevolmente sulle possibilità di gravidanza, a differenza di altri stimolanti quali il fumo e la marijuana che invece ne compromettono l'attività riducendo il fluido seminale.

Novembre 2007: stralcio di un articolo su "La stampa"

Dalla comunità scientifica arrivano brutte notizie per gli appassionati dei drink energetici. Una recente ricerca, infatti, mette in guardia chi ha problemi di pressione alta o di cuore: l''imperativo è di evitare questo tipo di bevande, spesso ad alto contenuto di caffeina, perché potrebbero far insorgere di malattie e complicazioni e persino invalidare l''effetto di alcune medicine.

Stralci dell'incontro promosso il 21-01-2006 a Milano dalla Fondazione per lo studio degli alimenti e della nutrizione (FOSAN)Si devono ormai ritenere fugati tutti i dubbi sui possibili effetti indesiderati del caffè. Il caffè, assunto nelle abituali dosi di consumo (fino a 5 tazzine di espresso al giorno), è un alimento sicuro e ricco di proprietà antiossidanti, ottimo coadiuvante nell’alimentazione umana con un ruolo importante per il metabolismo, oltre che una bevanda con una blanda azione stimolante che aiuta nella vigilanza e nel superamento dei momenti di stanchezza della giornata. si può tranquillamente affermare che il caffè, consumato alle abituali dosi di 3-5 tazzine al giorno, non presenti assolutamente pericoli per la salute, mentre può esercitare azione protettiva nei confronti delle patologie del fegato e, attraverso la piccola dissipazione dell’energia, può aiutare a contrastare l’aumento del peso corporeo. Le erbe contenute nel FITNESS CAFFE'® coadiuvano in modo sinergico questa azione di contrasto verso l'aumento del peso corporeo.

Alcune note dietetiche

La convinzione che il cosiddetto metabolismo lento sia una condanna senza appello è molto diffusa, ma si tratta di un falso problema. In realtà, per accelerare il metabolismo e trasformare l’organismo in una perfetta macchina bruciagrassi bastano piccoli cambiamenti. Il segreto sta nell’incorporarli nella vita quotidiana trasformandoli in abitudini da non abbandonare. Non è solo una questione di calorie. Spesso, al contrario, le riduzioni troppo drastiche e improvvise non fanno altro che mettere il metabolismo in modalità stand by, spingendolo a non utilizzare le riserve di energia introdotta che inevitabilmente si trasformano in grasso. Più che il conteggio delle calorie, quindi, l’importante è spingere l’organismo ad utilizzarle in modo efficiente. È questo il compito principale del metabolismo: fare in modo che l’organismo utilizzi le calorie ingerite con il cibo trasformandole in energia utile per vivere ed evitando l’accumulo di peso non necessario.
Il tasso metabolico è il valore che indica la velocità con cui il metabolismo compie questa trasformazione: quando raggiunge il massimo, cioè il picco metabolico, tutte le calorie ingerite vengono bruciate, cioè utilizzate per creare energia.
Il segreto per dimagrire, quindi, è riuscire a mantenere il picco metabolico il più a lungo possibile. Come? Seguendo questi trucchi per accelerare il metabolismo, naturalmente queste sono solo delle note indicative e quindi è sempre opportuno farsi seguire da uno specialista:
A.      Determinare il fabbisogno calorico giornaliero.  Sembra banale, ma è la regola più importante. Se si assimilano più calorie di quante ne siano necessarie per l’attività quotidiana, per forza di cose si ingrassa. Il fabbisogno giornaliero è determinato da variabili personali come sesso, età, costituzione fisica, attività lavorativa e sportiva: su Internet per esempio potete trovare delle tabelle utili per calcolare il vostro fabbisogno calorico.
 
B.      Dividi i tuoi pasti.  Per dare un’accelerata al metabolismo, la cosa migliore è suddividere l’apporto calorico giornaliero in 5 o 6 mini-pasti da 200-400 calorie ciascuno. In questo modo l’organismo viene stimolato più spesso a bruciare energia per la digestione, e mantiene più a lungo il picco metabolico. In più, mangiare poco ma spesso aiuta a tenere a bada la fame senza strappi alla dieta.
 
C.      Movimento. L’attività fisica aumenta dal 20% al 40% il numero di calorie bruciate nell’arco della giornata. Secondo le indicazioni dell’American Academy of Family Physicians, l’ideale è fare movimento da 4 a 6 volte alla settimana per 30-60 minuti. Bastano una passeggiata col cane o qualche scala in più nell’arco della giornata per far tornare il metabolismo al massimo della sua efficacia!
 
D.      Fai scorta di ferro.  Il tasso metabolico, che determina il consumo del 60-70% delle calorie, è strettamente collegato all’attività dei muscoli. Quanto più questi sono forti e allenati, tanto più l’organismo brucia calorie. Il ferro, assunto tramite alimenti che ne sono ricchi o tramite integratori, è un ottimo alleato per il potenziamento muscolare, che consente di bruciare tantissimi grassi.
 
E.      Dormire. Secondo un recente studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association, la mancanza di sonno mina il metabolismo rendendo più difficoltoso il suo funzionamento, e aumenta i livelli di un ormone, il cortisolo, che stimola la fame. Per dimagrire e attivare il metabolismo, quindi, dormire almeno 8 ore per notte è fondamentale.
 
F.      Mangia carboidrati e proteine buone. Il corpo brucia parte delle calorie per digerire: è l’effetto termico del cibo. I carboidrati e le proteine buone contenute nel pollo e nel tacchino sono le sostanze con indice termico più alto, e quindi permettono di bruciare il maggior numero possibile di calorie.
 
G.      Bevi molta acqua. Recenti studi hanno dimostrato che l’acqua accresce del 30% il consumo metabolico, perché i processi metabolici hanno bisogno di quanta più acqua possibile per funzionare al meglio. Dieci bicchieri d’acqua al giorno garantiscono il miglio rendimento metabolico, e la perdita di peso è assicurata! (Fonte: T. e L. Shames, Fire Up Your Metabolism : 9 Proven Principles for Burning Fat and Losing Weight Forever)
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Dall'UNICEF un articolo sui pericoli per l'infanzia

Simon Barrington-Ward sul sito dell'Unicef ha pubblicato un articolo in inglese ( http://www.unicef.org/pon97/nutr1.htm ) intitolato: "Mettere il bene dei bambini prima degli affari". In sintesi l'OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e l'UNICEF consigliano che i neonati siano alimentati esclusivamente con latte materno per i primi sei mesi di vita. La riduzione nell'uso dell'allattamento artificiale e un miglioramento delle pratiche di allattamento al seno potrebbero salvare 1 milione e mezzo di bambini ogni anno. In molti paesi il latte artificiale viene promosso scorrettamente come "superiore" al latte della madre, e le campagne pubblicitarie hanno un forte effetto di convincimento soprattutto in Paesi con scarsa cultura media. Le percentuali di allattamento al seno sono infatti alte in Paesi dove la pressione pubblicitaria è bassa. Le persone che vivono nei Paesi poveri vengono facilmente convinte dalla pubblicità che l'allattamento artificiale sia la cosa più moderna da fare. Dice padre Simon: "avendo vissuto in Nigeria e viaggiato in gran parte dell'Africa e dell'Asia, posso riferire che i fabbricanti di latte artificiale usano sistematicamente immagini di medici bianchi circondati da neonati neri o asiatici per promuovere i propri prodotti come la maniera moderna, sana e da primo mondo di allevare e crescere bene un bimbo. E' un messaggio molto potente e persuasivo, veicolato da immagini di modernizzazione". Inoltre il pericolo viene anche dal fatto che le istruzioni d'uso e le etichette dei latti artificiali non sono a volte chiare per certi gruppi di popolazioni. Inoltre: "i campioni gratuiti, specialmente quelli dispensati dagli operatori sanitari, sono una forma di promozione particolarmente insidiosa. Una mamma può passare facilmente dall'allattamento al seno a quello artificiale, ma il contrario è quasi impossibile. Infatti il neonato, dopo essere stato nutrito con campioni gratuiti di latte artificiale anche soltanto per qualche giorno, si abitua alla tettarella e tende a rifiutare il seno. Ma soprattutto mentre il neonato beve latte artificiale, la produzione di latte cala ed a volte scompare per il mancato uso". L'articolo segnala inoltre che esiste un codice di comportamento per la vendita di sostituti del latte materno, denominato International Code of Marketing of Breast-milk Substitutes, redatto dall'UNICEF e dall'OMS, adottato dall'Assemblea Mondiale della Sanità e sottoscritto da tutte le multinazionali produttrici di latte artificiale. Questo Codice prevede esplicitamente di proteggere l'allattamento al seno come "un modo senza rivali di fornire il nutrimento ideale per la crescita e lo sviluppo salutare dei bambini". Il Codice è soltanto una raccomandazione, sia pure autorevole, ma spetta agli stati membri convertirlo in legge e farlo rispettare. Fra gli scopi di questo Codice c'è quello di garantire che i sostituti del latte materno non vengano commercializzati o distribuiti in maniera da interferire con la protezione, la promozione e l'assistenza all'allattamento al seno. Insomma, non vi è dubbio che il latte artificiale sia peggiore di quello naturale e che venga effettivamente propagandato scorrettamente in tanti Paesi indicando più o meno subdolamente che è migliore del latte materno. Un rapporto citato nel testo UNICEF dimostra che ben 32 società multinazionali hanno violato sistematicamente il Codice che avevano sottoscritto. Alcuni nomi? Gerber, Johnson, Milupa, Nestlé, Heinz, Nutricia, Wyeth, Abbott. Per concludere il problema è drammatico ed immenso: le soluzioni per tentare di risolverlo sono non solo una informazione ed una consapevolezza più diffuse, ma soprattutto una maggiore attenzione degli Stati nell'emanare leggi severe e controllarne il rispetto.

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